un palloncino che vola via, una nuvola che corre, una bolla di sapone che si colora col sole, un nano di gesso che sorride da un giardino, una vela all'orizzonte, una cartolina dalla Spagna, una fetta di torta al cioccolato, una tazza di the alla luce del mattino
lu 18/01/08
"La tua autorità non esiste in democrazia, ma in meritocrazia, se vuoi, esiste la mia, di autorità"
lu 11/12/06
Marco Bacci - Supervita (Marsilio - collana MarsilioX - Aprile 2006)

me 13/12/06
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E allora capita anche a quell'inossidabile casalingo di mio padre di avere un po' di tosse di non avere voglia di fare un emerito tubo, di consumare l'homeresco divano con le sue chiappotte.
E allora capita anche che la mamma, visto l'ultimo giorno di offerte all'Esselunga, si faccia prendere da un raptus di follia e decida col figlio maggiore di darsi alle incontrollate (?) spese del venerdì.
Armati di "pacco buoni sconto", liste varie su i più sgualciti pezzi di carta e borse di tela (perchè le buste di palstica non fanno così vintage come si vorrebbe) si parte in mezzo a strade che si lasciano sì guidare forte, ma per chi non è avvezzo al dedalo di Casalecchio, un consiglio d'amico: partite un'ora prima e spegnete il navigatore satellitare.. ne ho visto più d'uno piangere e autochiamare il call center della sony in preda ad un isterismo cybernautico.
Insomma, si dedica la mattina alla spesa, quella seria, quella fatta di costine di maiale, yogurt, carote, pane, pasta, libri di poesie (?), oggetti inutili a 50cent, una verza (?), due chili di carote (adesso stai a vedere davvero che abbiamo una conigliera e io non ne sapevo nulla), insomma dai, siete più pratici di me.
Via verso la cassa stranamente vuota, ma sarà stato sicuramente l'orario, qualche cifra sul pin del bancomat, carica la macchina, schiva i venditori di kleenex-bic-accendini-bici-erba e di corsa a casa.
Ma... (tremendo questo ma) capita che si possa essere in anticipo e che ci sia un vaglia postale da spedire e allora fermo la macchina sotto l'ufficio PT, lascio la dolce mamma-tutta-sorrisi-senza-patente (maledizione razza di una dipendende che non sei altro ti voglio bene mamma) nella vettura e scatto dentro a fare la commissione.
"Posso pagare col Bancomat?" - "no" - "ovvio..." esco, prelevo rientro... "posso pagare coi soldi?" - "sì" - "grazie al cielo non usate più le conchiglie non facevo in tempo ad andare a Marina di Ravenna prima della chiusura..." (le conchiglie però fanno molto vintage)
e allora compilo il modulo, inserisco sigle e firme ovunque, traccio simboli magici e rune di protezioni dai demoni nella speranza che almeno in 20 giorni (pazzesco) il denaro arrivi... incrocio pure le dita che anche se è poco ingegneristico, almeno quello non costa nulla farlo...
Mentre scrivo mi sovviene un dettaglio: ho lasciato chiusa nella puntogrigiometallizzed la genitrice con i Man'o'war a palla... "mmm dai... avrà abbassato da sola.. avrà spento" mi tranquillizzo all'idea che sia sufficientemente pratica da almeno interrompere il flusso di chitarrate americane anni '80.. (vintage?)
Finisco il modulo, lo consegno, spiego alla signora "no-sì" cosa LEI deve DIGITARE sul SUO pc per FARMI il vaglia ed esco con al ricevuta (ovviamente dopo aver controllato tre volte i dati)
Raggiungo la brumbrum dalla quale sento provenire la stessa intensità musicale, lo stesso ardore fantasy trionfal-epic-sgargiant-maragl-power-metal-maranz-truz di quando l'ho lasciata non più di dieci ninuti prima.. è solo cambiata la traccia... forse un paio di volte avanti...
E allora capita che, allibito mi metto alla guida, cintura, chiave che gira, mani sul volante e la madre, la MIA madre, quella meravigliosa donna che mi ha partorito, che mi ama più di ogni altra cosa mi dica, convinta, anzi felice, entusuasta, sicuramente allegra: "che bella musica.. come sono carini... grazie!"
Vi giuro.. mi si è fermato il mondo... ho visto passare un flaccido corvo gracchiante davanti al parabrezza.... "a mia mamma piacciono i Man'o'War...."
Sei preso dallo studio, non ne puoi più: hai davanti a te ormai una quantità di fogli scarabocchiati con schizzi, conti, assurde iconografie che farebbero impazzire un qualsiasi archeologo appassionato di geroglifici a cui si è appena disfatta in mano la stele di rosetta.
E' uno di quei momenti in cui, nel porta cioccolatini sono finiti i gianduiotti, hai finito pure la particella di sodio della bottiglia di acqua minerale (adesso è sufficiente sistemare solo l'uccello di Del Piero e l'equilibrio sulla terra viene ristabilito a livelli entropici sopportabili), appunto dicevo che è proprio nei momenti in cui il sudore scende freddo, la palpebra cala inarrestabile, la noia si addensa nelle cartilagini creandoti una artrite senile precoce alle mani bloccandoti psicologicamente e impedendoti di avanzare in un qualsiasi processo di comprensione di una qualsiasi struttura logico matematica che....
il tuo compagno di studi, ridotto se è possibile peggio di te, alza la testa e serafico, giulivo, come se avesse avuto la visione di Fatima, Lourdes e Civitavecchia contemporaneamente in combo esclama illuminato al neon da chissà quale alieno che ha deciso di donarci tutto il suo infinito sapere:
"il koala scende dall'albero e la mucca lo picchia"
(n.d.r. per la cronaca, abbiamo telefonato in Australia e nessuno ha mai visto un bovino usare violenza sul mansueto divoratore di eucalipto, in compenso, hanno confermato che l'acqua nel water gira in senso opposto la nostro)
sono tornato... non eccitatevi troppo ;)