un palloncino che vola via, una nuvola che corre, una bolla di sapone che si colora col sole, un nano di gesso che sorride da un giardino, una vela all'orizzonte, una cartolina dalla Spagna, una fetta di torta al cioccolato, una tazza di the alla luce del mattino
lu 18/01/08
"La tua autorità non esiste in democrazia, ma in meritocrazia, se vuoi, esiste la mia, di autorità"
lu 11/12/06
Marco Bacci - Supervita (Marsilio - collana MarsilioX - Aprile 2006)

me 13/12/06
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Nello stabile dove lavoro, esiste una entità astratta chiamato "Il signore del cancello". Questo essere che (ovviamente) nessuno ha mai visto, gode di una fama terribile perchè capace della più grande delle cattiverie che si possano fare al lavoratore stanco: in un orario compreso (ma non definito) fra le 20 e le 21, compare magicamente da un cespuglio e serra (a tripla mandata con catenaccio) i due cancelli del piazzale, sequestrando, fino al giorno dopo, le macchine degli ignari che si attardano negli uffici della costruzione che si erge monumentalmente anonima al centro della colata d'asfalto nella più insignificante periferia industriale di una città che di industriale ha solo la mortadella.
Ormai da tempo l'italico ingegno del lavoratore stanco, ha tramutato questo terribile incubo della prigionia automobilistica, in un più sopportabile fastidio: grazie al miracolo della moltiplicazione delle chiavi e dei pesci, ogni singolo utente del piazzale, ora può, al massimo, lamentarsi di dover scendere, aprire, risalire, passare, scendere, chiudere il cancello, risalire e partire definitivamente... Tutti, tranne uno: io.
Non si sa per quale arcano motivo sono sprovvisto dell'annoso amuleto magico che mi proteggerebbe dalla maledizione del perfido signore, abitante del cespuglio.
Ora, tutte le volte che si fa tardi, mi preoccupo sempre di controllare se c'è ancora qualcuno fra i corridoi. Questa sera, la mia ancora di salvezza è stata una collega che lavora due stanze più in là.
ORE 20:47
GS: (sorriso dolce ed affabile, voce melliflua e voluttuosa) ohi, ma sei ancora qui? Non è che per caso hai le chiavi del cancello? Sai rischio di rimanere chiuso dentro... (che domanda idiota, SOLO IO NON HO QUELLE CAZZO DI CHIAVI...)
C: tranquillo, le ho.... (sguardo sbigottito ed allarmato)... aspetta.... (si tocca le tasche)
GS: ... (sguardo sbigottito ed allarmato)
C: ah già, le ho in macchina, ma che palle, mi tocca scendere per prenderle...
decimi di secondo di pausa
GS: ma.. attenta quando esci, che se ti tiri la porta dietro poi come fai a rientrare?
C: ti ho detto che ho le chiavi in macchina....
GS: ah.. (fingo di sporgere la testa verso la finestra che dista almeno 6 metri) ma sai, forse il cancello è ancora aperto.. io vado eh.... ciao....
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scendendo le scale ho capito che, in qualche modo, lui non è peggio di me...
...con "lui" intendo Peter...
La mia Lei ed io siamo a tavola, stiamo finendo di cenare, manicaretti nel piatto, sorrisi di felicità da bocca piena e papille gustative eccitate in maniera positiva. In tv il Dott. James Wilson, fascicolo in mano, legge alla Dott.ssa Lisa Cuddy alcuni sintomi della SINDROME DI ASPERGER, con l'intenzione di stuzzicare la collega ad una riflessione sul protagonista della serie:
Dott. Wilson: "leggera forma di autismo caratterizzata da una difficoltà marcata nell'uso di comportamenti non-verbali, ad adeguarsi ai cambiamenti, tendenza a creare rapporti non duraturi sia nell'infanzia che nell'età adulta, manifestazione di nervosismo davanti agli imprevisti..."
La mia Lei (lasciando cadere la forchetta nel piatto e spalancando gli occhi a fanale, inchiodando così il mio cranio al muro con lo sguardo): "MA SEI TU!"
GS: COFF COFF (pezzo di polpetta che ha preferito la trachea all'esofago)
...la Chiabotto, la Zamparo, la Colombari e la Valle ad entrare in una (nuova) cinquecento?
NON MISS ITALIA LA STRADA CAVOLO!
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ok, avevo praticamente sottointeso e quasi promesso che non sarebbe più successo, ma cercate di capirmi, sono giorni pienissimi, ho troppo da fare con la verifica delle pompe...