un palloncino che vola via, una nuvola che corre, una bolla di sapone che si colora col sole, un nano di gesso che sorride da un giardino, una vela all'orizzonte, una cartolina dalla Spagna, una fetta di torta al cioccolato, una tazza di the alla luce del mattino
lu 18/01/08
"La tua autorità non esiste in democrazia, ma in meritocrazia, se vuoi, esiste la mia, di autorità"
lu 11/12/06
Marco Bacci - Supervita (Marsilio - collana MarsilioX - Aprile 2006)

me 13/12/06
"Lei è un dottore?"
"Possiedo uno stetoscopio"
Paziente - Gregory House
(Dr. House Medical Division)
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sms da UA: Ma davvero non ti arrivano i miei sms?
sms di GS: No, davvero, non mi arrivano.
Macchina, il luogo del dialogo, la gabbia dalla quale non si può scappare, che permette di vedere fuori, ma di non toccare e capace di trasformarti in un pesce dentro una bolla da dieci litri, abile solo e soltanto al sollievo di una pianta (finta).
Un dialogo infinito sugli infiniti dettagli di una casa infinita
La mia Lei: allora nel giardino mettiamo la Photinia... delle bellissime chiazze di Photinia come siepe!
GS (annuendo col vuoto cosmico dentro): ...sì sì...
La mia Lei: perchè poi la Photinia è una pianta stupenda, riempie come una siepe SE LA POTI CORRETTAMENTE!
GS (immaginandosi con una camicia a righe bianco-nere verticali, un numero stampato, una palla di ghisa come ciondolo alla caviglia ed un paio di cesoie da giardiniere in mano): ...sì... ok...
La mia Lei: perchè la Photinia poi devi vederla non è sempre verde, diventa anche rossa! Cioè, è quasi sempre verde, poi in primavera ed autunno fa i getti rossi, quindi, in un anno, è verde, poi rossa, poi verde, poi rossa di nuovo!
GS (intellettualmente ai caraibi): che bello... vuoi mettere dei semafori in giardino...
squillo
squillo
squillo
cornetta che si stacca, voce femminile di cortesia
Podologa: Pronto?
GS: Salve, senta, da qualche giorno ho un forte dolore al piede sinistro che non accenna a scemare; si può avere un appuntamento per favore?
P (deontologicamente corretta): certo, fissiamo per luglio?
(silenzio, istinto insultorio alle porte delle corde vocali, riassetto della bile entro i limiti tollerabili, respiro, respiro, respiro, attimo di tolleranza e repressione di istinti omicidi)
GS (modulando la voce): sta... scherzando.... vero?
P (professionalmente alterata): no! Cosa crede? di essere l'unico ad aver bisogno?
GS (desideroso di un centro di gravità permanente): noooo scherza? Ma hanno tutti un così forte mal di piedi?
P (con nikea convinzione): eggià! Stanno tutti male a quanto pare!
GS: e sopportano tutti il dolore fino a luglio?
P (travolgente ed inarrestabile): certo!
GS: allora peccato che dal mal di piedi non vi possano prendere a calci in culo!
Macchina, coda davanti uno dei passaggi a livello di periferia, regolarmente chiuso in attesa di un treno sempre troppo lento.
Pioggia, di quella inutile, fine, che non bagna, ma sporca, tutto.
Blu scuro, il cielo, in quella tonalità che va verso il nero e che incita i lampioni ad accendersi su quel giallo umido che non illumina nulla, ma fa tanto romantico.
Sedile del navigatore, sguardo attratto oltre il finestrino laterale da un eroico cartellone pubblicitario di dimensioni pangeiche sul quale campeggia la nuova campagna della compagnia 3.
Tre (appunto) assoluti PEZZI DI GNOCCA avvolti in abiti che indurrebbero chiunque al cannibalismo, violentano i miei naufragati ormoni in una serata dove tutto quello che non si può avere diventa frustazione e malinconia.
Sedile del pilota, occupato da quella che ha scoperto la mia sindrome di asperger.
GS (sguardo perso oltre al finestrino, correggo, sguardo rapito oltre il finestrino): io lo so che oltre la morte, ad attendermi ci saranno loro tre al posto di San Pietro... (cenno quasi impercettibile verso il cartellone, sospiro annesso)
La mia Lei (voce gocciolante di saccarosio): ma quando morirai tatino ci sarò io ad attenderti!!!
GS (nausea da inalazione di mimosa): allora avrò la certezza di essere finito all'inferno.